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Vincitore
International Wine Challenge 2008

Vini giovani?

"La Bolla Pungente" è la rubrica enogastronomica curata da Marco Nannetti dal 2006 per Il Resto del Carlino della domenica

Vini giovani?

Vini giovani?

Come l’essere umano deve fare esperienza, maturare, apprendere per poi dare il massimo, così spesso è anche nel mondo alimentare. Nell’ambito enologico invece continua la farsa di voler bere vini troppo giovani che ancora non trasmettono alcuna gioia proprio perché sono stati “raccolti” troppo presto e non possono anticipare nulla di quello che saranno. Bisognerebbe crescere in questo senso, cercare di prendere per mano il consumatore e fargli percepire cosa si sta perdendo. Perché non mangiare una ciliegia ancora verde? E’ pur sempre una ciliegia. Oppure non gustare il tartufo quando ancora non è maturo? La forma è la stessa ma assomiglia più ad una patata che a quel prezioso tubero profumato che è quando raggiunge la sua ottimale maturazione. Tutto questo per far capire che l’uva diventa vino dopo pochi mesi, ma si tratta di un vino acerbo, che deve maturare nel tempo per arricchirsi di profumi, morbidezza, equilibrio, profondità del sapore. Eppure spesso quando ci si trova davanti ad un vino giovane con qualche difetto si tende a minimizzare pensando che col tempo migliorerà, proprio come succede con gli adolescenti scavezzacollo o con poca voglia di studiare che vengono perdonati in nome della loro tenera età. Non sono d’accordo con questo tipo di atteggiamento: il vino che esce sul mercato deve essere ineccepibile, le eventuali imperfezioni devono essere eliminate in cantina e il produttore è tenuto a presentare il prodotto perfetto perché consegnare un vino ancora troppo giovane significa che se viene consumato subito non si saprà mai se si sarebbe evoluto bene oppure se sarebbe rimasto mediocre. Un applauso quindi al produttore che cerca con fatica di nuotare controcorrente immettendo sul mercato vini, specialmente bianchi, di grande evoluzione. Nel nostro comprensorio in questi giorni è uscito un Pignoletto che ha sulle spalle quattro anni di maturazione e io lo ritengo un  prodotto affascinante, frutto di un ottimo lavoro anche perché il “gioco” era a doppio rischio: quello d’invecchiare un vino bianco e quello di utilizzare un’uva purtroppo poco considerata. Spero che questo  piccolo esperimento non rimanga tale ma sia continuativo e serva per ravvedersi su un vitigno che deve avere sempre maggiore visibilità nella nostra città. Anche i vini bianchi, se fatti bene, possono avere davanti una lunga vita da percorrere e da ascoltare. Prosit