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Vincitore
International Wine Challenge 2008

SOLFITI SI, SOLFITI NO?

"La Bolla Pungente" è la rubrica enogastronomica curata da Marco Nannetti dal 2006 per Il Resto del Carlino della domenica

SOLFITI SI, SOLFITI NO?

SOLFITI SI, SOLFITI NO?

Solfiti sì, solfiti no, ma i solfiti fanno male? Se dopo aver bevuto un vino si è colpiti da cefalea, significa che si è allergici ai solfiti in esso contenuti? Questi dubbi aleggiano quotidianamente nei luoghi dove il vino viene venduto in bottiglia oppure somministrato al bicchiere. Non voglio passare per chi tratta un argomento così importante troppo superficialmente ma mi sento di abbassare i toni perché come spesso succede si sta esagerando e anche questo allarmismo toglie entusiasmo al consumo del vino quando invece non c’è alcuna logica salutistica al riguardo. Cercando di mettere un po’ d’ordine, i solfiti sono conservanti che hanno una funzione antisettica e antiossidante, presenti non solo nel vino ma in tanti altri prodotti alimentari come marmellate, succhi di frutta, frutta secca, prodotti sott’olio e perciò è logico presumere che se il loro utilizzo è ammesso nel campo alimentare, non possano essere nocivi per la salute. Occorre precisare inoltre  che alcuni di solfiti sono prodotti dall’uva nella prima fermentazione e questi sono i solfiti “naturali” che non devono essere dichiarati, infatti in etichetta sono segnalati solo i solfiti aggiunti e non quelli naturali. Ma sono così diversi tra loro? Comunque per legge viene stabilita una quantità massima di solfiti che non può essere superata: nei vini rossi il limite è 150mg/l, nei vini bianchi 200mg/l, nei vini dolci 250mg/l, nei vini passiti tipo Sauternes 400mg/l e anche da questi dati si capisce come l’aggiunta di solfiti venga in aiuto ai vini più deboli e più difficili nel loro mantenimento come i vini dolci che, avendo ancora zuccheri da svolgere, rischiano una rifermentazione in bottiglia non voluta ma con i solfiti si crea un ambiente asettico e il problema non sussiste. Concludendo, si porti pure avanti la sperimentazione di produrre vini senza solfiti aggiunti, solo il tempo dirà come saranno e se è una strada giusta da percorrere a livello qualitativo oppure l’ennesimo accorgimento per cercare di distinguersi e creare un motivo di vendita in più.

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